Posts Tagged 'fernando pessoa'

Le parole degli altri. Inquietudine

“Non possiamo distinguere se certi momenti profondi, per la loro essenza sottile e ambigua, appartengono all’anima o al corpo, se sono il malessere causato dal fatto di avvertire la futilità della vita, o l’indisposizione che deriva da un abisso organico: lo stomaco, il fegato, il cervello. Oggi la mia anima è triste fino al corpo”.

“Non riesco più a sopportare niente, a parte la vita: l’ufficio, la casa, le strade (perfino il loro contrario se ciò fosse possibile), ogni cosa mi pesa e mi opprime; solo l’insieme mi dà sollievo. Sì, in questo insieme, una cosa da nulla è sufficiente a consolarmi”.

(Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa)

Le parole degli altri si mescolano a quelle che scorrono nella testa. Lo stomaco si attorciglia, poi cerca di liberarsi, di lasciarsi andare, di cacciare tutto quello che non puoi più tenere dentro. Eppure, con il respiro che si fa più controllato, con gli occhi che si chiudono, anche questa sensazione lentamente si allontana. Il corpo reagisce ai pensieri, diventa pensiero. Così l’insofferenza si traduce in un senso di soffocamento, il respiro che stenta a darti aria. E quel senso incontrollabile di inquietudine che mette in fila i pensieri uno dopo l’altro, poi li schiaccia, li dilata, li stritola. E lo stesso succede alla pelle, alla lingua, agli occhi. Poi li devi chiudere. E forse iniziare a cercare altre parole. Altre.

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Dove il cielo è più blu

Elisa e Mirko aprono e chiudono l’enorme pallone della mongolfiera a chi vuole gustarne il sapore antico. Sono di Ravenna e per loro è un hobby: appena possono attaccano il rimorchio all’auto e girano per i raduni, “pochi in Italia”, mi dice Mirko. Il perché sta nella fatica di montare, smontare, atterrare nel posto giusto, aspettare il furgone che cerca di recuperarti, piegare tutto con cura. Per questo molti lo fanno per lavoro.  

In piedi su una cesta guardo in alto e vedo le fiamme sotto un pallone arcobaleno. E in basso piano piano Pavia si allontana. Il Ponte Coperto si fa più piccolo, il duomo si perde tra i tetti e il Ticino diventa solo un piccolo serpente d’acqua. Poi è una distesa di verde, le risaie, gli alberi, le cascine. Mirko fa abbassare la mongolfiera: sfioriamo campi di granoturco, si sente il profumo dei boschi, l’aria umida del fiume. Il cielo limpido. Si vede lontano. Sembra di poter andare lontano. Sembra di poter riuscire a non pensare a niente.

Poco prima di volare sulla mongolfiera avevo letto queste parole:

“Il mio desiderio è fuggire. Fuggireda ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo. Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo. Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni. Voglio riposarmi, da estraneo, dalla mia organica simulazione”.

(Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine)


I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
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