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Un’immagine stile McCarthy a Pavia

Altissimo. Giro lo sguardo e vedo quest’omone con la camicia a quadri e il cappello che sembra uscito da un libro di Cormac McCarthy. Cammina lento accanto a una signora che gli arriva sotto la spalla. Sono turisti, ne sono certa. Io sono lì attorno per lavoro, giro lo sguardo e chiedo al mio fotografo di fare uno scatto al volo (grazie Donato!). Mi viene in mente una strada polverosa, il viaggio lento di chi cammina sotto il sole di un deserto abitato. Sarà l’influenza del Buio fuori,  va vedo un po’ di McCarthy a Pavia e non posso non intrappolarlo in un’immagine.

Le parole degli altri. Anche per me.

Parole scritte e pensate da altri. Per me. Anche per me. E’ il pensiero in cui mi cullo. Mentre bevevo il caffè stamattina leggevo qualche pagina di McCarthy. Poi distogliersi da quelle pagine è dura, sai che devi mettere in movimento il corpo e che non puoi, proprio non puoi, soffermarti troppo su quelle parole. Non è dura per il piacere – interrotto – della lettura. Ma solo perché poi devi misurarti con tutt’altro mondo, impossibile il confronto. Qualche ora più tardi cerco le parole dedicate ai pesci. Orizzonti da ampliare, isole da cercare. Mondi diversi insomma. Mondi in cui le biciclette si arrampicano come lucertole su una parete bianca. E le parole di McCarthy mi tornano in mente, lette solo poche ore prima.

“Ci sono cose che non decidi tu. Il prendere decisioni non ha niente a che fare con certe cose. (…) Quello che non va in questa storia è che non è una storia vera. Gli uomini hanno in testa un’immagine di come sarà il mondo. Di come loro saranno dentro questo mondo. Il mondo può avere diversi aspetti per ciascuno di loro. Ma c’è di sicuro un mondo che non esisterà mai ed è proprio questo il mondo che sognano”.

(Città della pianura, Cormac McCarthy)

“La foca vi guarda. Stupita. Cosa ci fate qui, si chiede, come siete finiti qui. Quale genere di corrente seguite, quale nuoto controcorrente, per arrivare alla roccia desera, allo scoglio sperduto. La foca vi fissa, un attimo incerta, perché si trova di fronte un altro occhio di foca, il vostro, e alquanto smarrito. Nel vostro vagare siete un po’ come Latona, che nessuna isola voleva: l’accolse solo la poverissima Delo, a partorire Apollo sotto la famosa palma. A quel punto, in quell’isoletta, tutto divenne d’oro. Così voi. State per generare ricchezza, prosperità, qualità, amore. Ma proprio nell’angolo di mare dimenticato da tutti”.

(Pesci, Oroscopo, La repubblica delle Donne)

“Negli ultimi vent’anni ho usato un solo tipo di scarpe: le Converse alte nere. Le ho messe ai matrimoni e per andare a correre, alla festa di diploma di mia figlia e ai miei spettacoli. Sono troppo abitudinario? Decisamente sì. Tu però, Pesci, non fare come me. Qualunque sia la tua versione delle Converse nere, le prossime settimane saranno il momento ideale per cambiare. Rompi la monotonia, amplia i tuoi orizzonti. Prova a presentarti in modo diverso, come se io decidessi di passare ai mocassini di camoscio o agli stivali da cowboy in pelle di serpente”.

(Pesci, Oroscopo Internazionale)


I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
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