Archive for the 'Oggetti' Category

Le vite degli altri in un post-it

Non si dovrebbe curiosare negli affari degli altri, ancora meno nei bigliettini. Però questo post-it ripiegato su se stesso era sporco e spiegazzato tra i sassi del centro storico di Pavia. Così l’ho raccolto. Parole in stampatello, lo sfondo giallo un po’ annerito, i segni di una scarpa che lo ha calpestato.

“Non venderlo, è utile e contiene ricordi”. Provo a immaginare, lavoro di fantasia. Lo immagino lasciato tra le pagine di un libro. La parola “ricordi” è riquadrata. Nei libri tutti abbiamo dei ricordi e vanno messi in evidenza, sono frasi sottolineate per chi ama violare le pagine bianche, sono biglietti dei treni usati come segnalibri, sono semplicemente il posto in cui li abbiamo letti, quello in cui li abbiamo comprati. Le persone che ci circondavano in quel periodo, le persone con cui abbiamo condiviso le nostre sensazioni, le reazioni alle parole appena lette. Torno al bigliettino ritrovato. I ricordi. Riquadrati in blu.

“Ore di lezione a pensare tutto meno che alla storia passata”. Anche io mi distraevo spesso. A scuola scrivevo su piccoli quaderni colorati, scambi di storie, pezzi di vita tra compagne di banco. All’università divagavo. Leggevo altro. Scrivevo poco, pochissimo. Un po’ per scomodità, perché senza banco è difficile avere voglia di tenere la penna in mano, un po’ perché avevo perso il bisogno di scrivere. Leggevo.

“Ci sono pensieri carini all’interno scritti da te”. Allora forse è un libro prestato e restituito, oppure pagine usate come mezzo per una corrispondenza tra compagni di corso, una sorta di bigliettino più pieno, più spesso.

Chi scrive è una ragazza, ne sono abbastanza sicura. Si capisce dalla forma delle lettere, dalle parole che ha scelto. Mi spiace che il suo biglietto sia andato perduto. Chissà che non si riconosca nelle frasi di questo blog. Il biglietto lo tengo, pronta a restituirlo.

Gratto-e-vinco in Posta

Salgo i gradini del palazzo delle poste centrali di Pavia, entro nell’atrio per prelevare e vedo questa grossa macchinetta giallo-posta. Subito penso a un nuovo self service, e invece. Invece è un distributore automatico di Gratta e Vinci. Se ne possono scegliere 12 diversi tipi dai 5 euro in su. Penso subito che anche il Gratta e Vinci è uno di quei giochi che succhia soldi alle persone. Meno delle macchinette, meno delle scommesse. Ma mi sono immaginata i pensionati, che appena ritirati i soldi, tentano la fortuna con un biglietto argentato da grattare. O chi usa il resto della bolletta per tentare un raddoppio. Va bene l’Era delle macchinette, da quelle per la pizza (ora anche in università) a quelle che distribuiscono fiori (vedi aeroporto di Orio al Serio) o a quelle legate alle farmacie. Ma i Gratta e Vinci in posta mi sembra un po’ esagerato. No?

Dicesi Kitsch

Rosa con pelucchi che spuntano dalla cornetta e dalla base. Una vetrina milanese di telefoni in offerta, una piramide di simboli del Kitsch. Come una poltrona rivestita di stoffa zebrata o il souvenir portato via da Venezia, una gondola che si illumina come uno di quei lumini da monumento funebre. Kitsch rimanda a cattivo gusto, sei kitsch se giri con lo smalto a quadretti su terribili unghie finte o se mischi i colori a voler imitare Arlecchino. E’ però una parola abusata, oggi ciò che non ci sembra del tutto ordinario finisce per cadere in questa categoria… Forse per questo non mi dispiace.

Contenitore di Parole

Assemblage - SelettiPAVIA Mi sono innamorata di una libreria. Assemblage (Seletti, azienda del manotavano nata nel 1964) se è chiusa ha la forma di un parallelepipedo, sembra una matrioska quadrata, fatta di piccoli contenitori di legno uno dentro l’altro. Poi si “srotola” e si può decidere se creare una libreria in orizzontale o in verticale. All’interno e all’esterno dei cubi serigafie sfondo chiaro linea nera decorano le pareti. Assemblage - SelettiDue cinghie la tengono ferma. Le librerie sono il contenitore delle nostre parole e di quelle degli altri, scritte anche per noi. Sugli scaffali trovi i libri del liceo, sottolineati a fatica, gli album di fotografie dal “primo compleanno” alle “ultime vacanze”, giornali, riviste, ritagli nascosti in cartellette colorate. Poi i saggi e i manuali comprati all’università, per illudersi di portare in casa un po’ di Sapere, i quaderni ad anelli con pagine e pagine di appunti. Ma soprattutto i romanzi. L’acquisto della domenica mattina, quando una passeggiata porta a entrare da Feltrinelli, o l’ultimo romanzo dello scrittore preferito o semplicemente “questo, perché ha il profumo dei libri caldi appena sfornati, la copertina lucida e leggera, la carta spessa e scura”. Alle mie spalle la mia pila di libri, un orizzonte frastagliato di piccoli e grossi mattoni colorati. Dove mattone non è sinonimo di pesantezza, ma di costruzione.


I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
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