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Il matrimonio di Lorna

Il titolo originale è “Le silence de Lorna”. Il silenzio quindi e non il matrimonio al centro del film. Perché in fondo è vero, ruota tutto intorno ai matrimoni combinati, per garantirsi la cittadinanza in un paese straniero, per garantirla ad altri, perché diventa un modo per guadagnare soldi per costruirsi un futuro, anche se significa fare affari con chi i soldi li sporca. Però prima di tutto questo c’è il silenzio di Lorna, che accetta di sposarsi con un tossicodipendente per avere la cittadinanza belga, che accetta il modo più drastico per ottenere il divorzio, e cioè far uccidere lui. Lei che in silenzio mette via i soldi, che in silenzio sogna di aprire un bar. Fino al punto in cui lei stessa si spaventa di questa mancanza di reazioni, del suo silenzio davanti a tutte queste decisioni. E così parla. Corre. Rompe la catena di accordi. Rimarrà però da sola, in un silenzio obbligato, rotto solo dalla sua stessa voce che parla a un futuro che non c’è.
Ho visto Il matrimonio di Lorna di Jean-Pierre e Luc Dardenne a Genova, al cinema Corallo, una quarantina di persone sui circa 120 posti della sala, al primo spettacolo della domenica pomeriggio, in una Genova che si prepara al Salone Nautico, che inizia a coprirsi per ripararsi dal vento. Un cinema piccolo, che ospita il film in esclusiva per Genova, anche se una prima apparizione l’ha fatta la settimana scorsa al Sivori. Bello vedere tanta gente per un film così. Perché è un film che sai già ti lascerà un senso di fastidio e amaro, una di quelle storie che non lasciano molto spazio alla speranza, e che fanno riflettere perché sono qualcosa più della trama di un film. Sono lì intorno a noi, fuori dal cinema.

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I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
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