Metti una sera in un consiglio comunale

C’è chi guarda dritto davanti a sé, perso nel vuoto. Chi arriva in ritardo, chi per questo si scusa e chi no, c’è chi scrive su Facebook, chi risponde al telefono restando seduto al suo posto. C’è chi scarabocchia sui fogli mentre ascolta l’intervento del collega.
Tipi da consiglio comunale.
C’è chi non si perde una parola e chi semplicemente non c’è, chi parla con il vicino, chi sfoglia un giornale, c’è chi prende appunti e chi pensa a cosa fare il giorno dopo. C’è chi esce un attimo, chi lascia la sedia vuota, chi torna per parlare al microfono, chi interviene improvvisando. C’è chi parla dati in mano, chi parla e basta. C’è chi ci crede e chi no.
Tutti tipi da consiglio comunale.
E poi c’è il presidente del consiglio comunale che richiama il pubblico e chiede di non applaudire, “perché non siamo allo stadio”. L’applauso che contagia anche le chiese può dar fastidio… ma i tipi da consiglio comunale? Quelli no?

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1 Response to “Metti una sera in un consiglio comunale”


  1. 1 Francesca Lorenzi Rampini giugno 30, 2011 alle 5:54 am

    E poi c’è chi parla di scuola futuristica, chi fa il sudoku e chi invece preferisce le parole incrociate. C’è il primo cittadino che sghignazza e l’assessore che gli fa il coro. C’è chi parla di corporativismo riferendosi a tre maestre che vogliono mantenere un servizio e poi, ci sono gli altri. Civili, troppo civili tanto da credere di poter aprire un dialogo con le istituzioni.


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