Ben tornati in Italia

Scena 1

Lei si alza per prima, apre lo sportello che sopra le teste dei passeggeri raccoglie i bagagli a mano. Inizia a tirare fuori una borsa, poi due, poi un sacchetto bianco con un grosso peluche di Hello Kitty. Lui è nel corridoio tra le poltrone dell’aereo, volo Vienna-Milano Malpensa. Lei ha un culone, corpo robusto fasciato da un abito nero a fiori, i capelli biondissimi corti. Lui ha un panzone, i bottoni della camicia tesi. “Prima non te l’ho dato, ma se fai scene con le valigie ti tiro uno schiaffo”, lui usa un tono minaccioso. Lei borbotta. Credo sia russa, forse ucraina, anzi più ucraina che russa. Sono a un passo dal litigare, poi lui le mette una mano sul culo, poi le solleva leggermente il vestito e la mano gliela infila sotto. Qualche istante di quella che è la firma della tregua poi si può continuare a tirar fuori bagagli e sacchetti.

Scena 2

“Giuseeeeeppe”. Urla lei nel corridoio volante mentre si cammina verso l’aeroporto. “Sono troppo pesanti, io le lascio qui”. Lui, Giuseppe, poco più avanti elenca una serie di santi, non dimentica la madonna e poi torna indietro.

Ben tornati in Italia.

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