Strade tortuose come lettere arabe

Stradine di pietra, un albero di fichi che lascia cadere i suoi rami oltre il muro bianco. Porte colorate, ceramiche, giardini nascosti. Fili elettrici che volano da un edificio all’altro, collegamenti sospesi per portare la luce. Una lattina schiacciata abbandonata da qualcuno che non ha rispetto per le case degli altri. Giri nel barrio Albaicin in silenzio, consapevole di essere – ancora di più – in casa di altri. Fotografi un balcone, una ringhiera, una porta. Sono il balcone, la ringhiera e la porta di chi qui ci vive. Ogni tanto mi chiedo cosa trasformerei in fotografia nelle mie strade. Perché qui, o altrove, una finestra vale uno scatto?

“Inglese, francese o spagnolo?” Ci penso un attimo e rispondo francese. Vende immagini, scritte sinuose con la calligrafia araba più vicina al disegno e alla pittura. Versetti del Corano, o semplici frasi importanti. “Il cuore felice è il cuore libero”. La stessa scritta però è anche “Dona il tuo amore solo a chi ha il cuore felice”. Traduzioni diverse, non so se entrambe giuste. In francese spiega con passione il significato di quei segni. C’è la speranza, l’espoir: per quanto possa durare il buio della notte, poi comunque tornerà a splendere il sole. E’ una passeggiata in cui si respira la voglia di condividere, che fino a questo momento non avevo ancora trovato. Non gli ho chiesto come si chiama. Mi ha detto che è di Casablanca, che ha un cognato che vive a Genova, ma che lui a Granada sta bene, è la sua città. Trovo gesti gentili, e questa voglia di farti vedere l’aspetto reale di una città e della sua cultura anche nella teteria dove io e Alice ci siamo fermate a cena. E l’ho trovata poco prima, quando per mettere a confronto due stoffe per aiutarci a scegliere in due si sono messi con le bracce tese in avanti, così, aspettando un nostro segno, reggendo queste pesanti coperte. Nessuna traccia di gentilezza negli uffici del turismo, dove invece dovrebbero di mestiere promuovere la propria città. Gli arabi non sono spagnoli. E’ il primo pensiero. Ecco perché sono diversi. Più aperti, più gentili, più attenti. Ma forse è proprio perché questa terra era la loro che ci tengono più di altri a raccontarne i piccoli segreti.

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7 Responses to “Strade tortuose come lettere arabe”


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