Dove c’era un cinema oggi c’è…

Storie di cinema che smettono di essere cinema. Che smettono di accogliere gente, di incantare, che smettono di essere una tela bianca su cui proiettare immagini. Guardo il Kursaal sventrato a Pavia. Si cercano ricordi. La gente si ferma in bicicletta, frena all’improvviso, smette di parlare al cellulare oppure descrive a chi sta dall’altra parte questo vuoto. Di cinema che muoiono e vedono nascere dalla cenere tutt’altro ne ho visti diversi anche a Genova. A Pavia faranno appartamenti di lusso dove c’erano poltroncine e tendoni. A Genova negozi. In via xx settembre al posto di una grossa sala avevano aperto un enorme Benetton. Ora, in quello stesso spazio, ci sono le vetrine di H&M. Più in basso, sempre in via xx settembre il cinema Orfeo ha lasciato il posto – ancora una volta – a Benetton. Non è questione di vecchi cinema VS multisala. A Genova resistono gloriose piccole sale nascoste nei vicoli. Ed è chiuso, con poca chiarezza sul futuro, il Cineplex, multisala nel porto antico, in piena Expo, zona acquario. E’ la mano degli affari che prevale. In una strada come via xx settembre che taglia il centro da piazza De Ferrari fino alla Foce i cinema non hanno speranze, devono lasciare il posto alle grandi marche. A Pavia l’assenza dei cinema si sente. In questi giorni d’estate le proiezioni all’aperto nel cortile dell’istituto Vittadini registrano sempre il pieno. Tutti film che Pavia non ha mai visto. Le sale “tradizionali” in inverno si spostano verso generi di massa, grandi nomi, attoroni. E il progetto della multisala in piazzale Oberdan è impantanato nella crisi economica. Manca qualcosa.

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1 Response to “Dove c’era un cinema oggi c’è…”


  1. 1 Alberto agosto 12, 2010 alle 8:29 pm

    Il fascino del vecchio cinema che prevale sui multisala è assai più frequente nei ragazzi trentenni come me che ricordano con nostalgia il primo film visto da soli con gli amici senza sapere che alle spalle i genitori vegliavano che tutto filasse liscio. L’era in cui il cellulare non era padrone del nostro “tempo libero”. Proprio oggi son passato davanti al Cursal in corso Cavour e non nego di aver chiaramente avvertito una sensazione di abbandono; un luogo che è stato parte integrante della mia adolescenza passare quel valico che porta ai ricordi della memoria. Quasi come se venisse meno la prova fisica che testimonia il mio legame con la città che mi ha cresciuto.

    Non vorrei ecceder nell’eccesso nostalgico, ma sicuramente a molti sarà venuto in mente il parallelismo con il film di Tornatore “Nuovo Cinema Paradiso”.
    Peccato. Pavia ha perso un altro mattone della sua storia cittadina, fatta di piccoli eventi ma di grande risvolto sociale


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