Obrigada

porto

Viaggio in Portogallo. Io e Betty, fuori da tutto, dentro a tutto.

Sembra una giornata dagli inizi infiniti. Quattro colazioni: la prima alle 3.30 a casa, baiocchi e caffè, la seconda in aeroporto a Milano (caffè e brioche), la terza in aereo (gentilmente offerta dalla Tap, ma solo caffè… panino e yogurt li abbiamo tenuti per il pranzo) e ancora in aeroporto a Porto, caffè e brioche.

Abbiamo assistito a un matrimonio, anche qui gli invitati suonano il clacson quando sfilano in auto, abbiamo visto in diretta un pestaggio, un passaggio di droga davanti alla casa che si regge solo con la protezione di Sant’Antonio (splendidamente disegnato in azzurro su una piccola porzione di azulejos). E persino un tipo che pucciava le patatine nel rosso dell’uovo (ma preparato apposta, non per pazzia). E attraversando una scaletta, abbiamo visto una donna (la finestra della sua cucina dava proprio sulla strada) che teneva per una zampa un gatto nero. Morto. E con il coltello iniziava a “pulirlo”.

Ora che qui sono quasi le tre e mezza del pomeriggio, ci siamo concesse una pausa. Io e Betty ci siamo imbattute nel Poets Hostel, segnalato dalla Routard. Un ostello con stanze rifinite in arancione, le finestre che si affacciano sui tetti. La nostra camera, che dividiamo con altre sei persone, si chiama Rimbaud. C’è la connessione wire less, così come possiamo provare ad aggiornare i nostri blog.

porto2Porto è strana. Sembra in equilibrio precario. Le case si appoggiano una sull’altra, sono storte. Molte sono abbandonate, i vetri rotti e le porte sbarrate. Non ci sono campanelli nei portoni, solo il numero dei piani. Così anche nelle cassette delle lettere. Ci sono strappi di mattonelle tra i colori vivaci dell’intonaco. Mi fa notare Betty che al colore delle pareti corrispondono curiosamente quelli dei panni stesi.

Oggi è domenica, i negozi sono chiusi, non c’è molta gente in giro. Ma il volto della città cambia scendendo verso il fiume Dourho. Nel quartiere Ribeira i tavolini si tuffano lungo la sponda di questo fiume largo e lento. In mezzo barche dai timoni giganteschi. E dall’altra parte le cantine di Porto. I turisti qui si muovono a gruppi. Ma poco più su, tornando con lo sguardo a quelle lunghe salite che portano alla città alta, si ripresenta il deserto, mai silenzioso, mai immobile. Assolato. Ci sono balconi senza la casa dietro, orsacchiotti di peluche stesi ad asciugare al sole. Facce stanche, scure, volti arabi, quelli che ricordano l’era “before Afonso” che rese indipendente Porto.

La prima canzone che abbiamo sentito appena messo piede in Portogallo era degli Ultravox… curioso.

Stamattina ci siamo imbattute in un mercato degli animali… centinaia di uccellini, canarini, bengalini, pappagalli, tutti chiusi in piccole gabbie. Ci siamo fermate su un cartellino: mille euro per un bellissimo pappagallino rosso. Però mille euro…

Per ora incomprensibile il portoghese…

Parola del giorno: obrigada, grazie.

Annunci

0 Responses to “Obrigada”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
settembre: 2009
L M M G V S D
« Lug   Ott »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  

In un tweet


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: