Beati i poveri, perché non causeranno la crisi finanziaria

vescovado2Pavia. Vescovado. Convegno sul tema “Felicità e ricchezza”. Al tavolo dei relatori sono seduti Giovanni Bazoli, 76 anni, presidente di banca Intesa, don Virginio Colmegna, presidente della fondazione Casa della carità e il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Ad ascoltare e poi a intervenire un pubblico composto da molti docenti universitari, giuristi ed economisti, due presidi di facoltà, un rettore di collegio, molti volti noti delle alte sfere cittadine.

Le riflessioni partono dal testo delle beatitudini, si parla di povertà e ricchezza, non solo materiali. Ma diventa difficile non aprire una finestra sull’attualità, soprattutto visti gli ospiti. Alcuni riferimenti alla crisi finanziaria del virgolettato di Giovanni Bazoli sono parte del suo discorso introduttivo, altri scaturiscono dalle domande poste durante il dibattito, sempre sull’attualità e in particolare sulle banche etiche. Bazoli spiega la crisi finanziaria facendo riferimento all’avidità di guadagno dell’uomo, un carattere lontano dal richiamo alla povertà delle beatitudini. Mi chiedo se in un contesto diverso, se qualcuno gli avesse chiesto di spiegare quale, secondo lui, poteva essere il motivo del crollo economico, avrebbe richiamato comunque l’avidità dell’uomo e l’impoverimento dei valori che allontana da un comportamento etico.
bazoliDice Bazoli: «Che significato attribuire alla promessa di felicità riservata ai poveri? Quello delle beatitudini è un testo programmatico, il programma indicato è quello che ciascuno applica alla propria realtà. Chi è povero, debole e fragile è normalmente più vicino a Dio. Questo vale nei rapporti individuali, e nel pubblico? Che senso ha predicare la povertà in una società fondata sull’economia? Lo sconvolgimento economico mondiale è una crisi precipitata per eventi finanziari che trovano spiegazioni tecniche, ma la ragione ultima è l’eccessiva avidità di tutti gli operatori, quando i guadagni e il profitto sono considerati il valore primario da acquisire in tempi sempre più rapidi. Almeno per quanto riguarda le banche, la ragione vera della crisi americana è che si è abbandonato il core business tradizionale delle banche. Perché? Per inseguire il ritmo forsennato della crescita del profitto, per inseguire questo obiettivo le banche sono uscite dall’ambito tradizionale e si sono occupate di finanza, attraverso meccanismi sempre più incontrollabili. La débâcle scaturisce dall’avidità di denaro. C’è un’esigenza etica delle professioni, basata sulla moderazione dei guadagni». 
Sta avanzando il mondo delle banche etiche? «Sì, avanza questo mondo. Noi abbiamo dato vita a “Banca Prossima”*, io ne sono orgoglioso ma ansioso di vedere come va a finire. Quando si tratta di rinunciare a una parte degli utili…»

* “Banca Prossima” è un progetto di Banca Intesa-San Paolo di banca dedicata al settore no-profit laico e religioso. Ha prodotti e servizi specifici, con soluzioni flessibili.  Per esempio il finanziamento “Subito 5xmille” per richiedere l’anticipo dei proventi del 5 per mille. (Dal sito di Banca Prossima)

Annunci

1 Response to “Beati i poveri, perché non causeranno la crisi finanziaria”


  1. 1 ferroalcubo dicembre 14, 2008 alle 1:06 am

    La decrescita è l’unica speranza di salvezza del mondo, ma resterà un’utopia fino a quando continueremo a pensare che le cose sono più importanti delle emozioni e, molto più prosaicamente, le persone continueranno ad essere valutate sulla base dei bilanci aziendali e non per la qualità delle cose che fanno. La salvezza del mondo può partire solo dal basso, cioè dai consumatori, che però, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno il cervello obnubilato dal bisogno indotto di consumare. Perfino quando risparmiano non fanno altro che rimandare un acquisto. Già curare e leggere un blog è invece un passo in avanti se sottrae tempo al consumo compulsivo.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
novembre: 2008
L M M G V S D
« Ott   Dic »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

In un tweet


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: