Avvolta in un accappatoio giallo

Leggere, chiudere gli occhi, pensare. Poi dormire, guardare la pioggia che cade senza sosta sull’acqua della piscina. Alzarsi, entrare in silenzio nella vasca a 36 gradi, sentire l’acqua che quasi ti schiaccia lo stomaco e ti pesa sulla pelle prima di riuscire ad abituarsi a quella temperatura. Mettere la testa fuori dall’acqua, dove i 13 gradi esterni incontrano i 36 interni e sentire la pioggia che colpisce le guance, il naso, le labbra, mentre il vapore ti tiene al riparo dal resto del mondo. Avvolta in un accappatoio giallo, troppo grande, ma capace di avvolgerti come una coperta.
Le terme. (Montegrotto – Padova, hotel Antoniano). Un fine settimana in cui non si deve fare nulla, gli altri si prendono cura di te. Si preoccupano se non mangi il secondo (il cameriere Maurizio era molto attento a non deludere i clienti), ti chiedono quale dolce hai scelto per la cena, ti servono il vino e ti coccolano dall’antipasto al caffè. Tre giorni senza “tutto il resto”, senza il telefono come ossessione, senza computer, impegni, scadenze. Tre giorni insieme ad un’amica con cui condividere la sensazione di poter stare così, sospese in un dolce far niente temporaneo, attente e consapevoli che la parola giusta sia “temporaneo”. Tre giorni a ridere di scemate, a indovinare le canzoni anni Sessanta del piano bar, tre giorni in silenzio compagne di lettino, con i nostri libri e i nostri pensieri. Non con tutti si può stare così.

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1 Response to “Avvolta in un accappatoio giallo”


  1. 1 betuli settembre 16, 2008 alle 8:52 am

    Bello:
    – sentir parlare in veneto
    – abbassare drasticamente l’età media degli avventori
    – cenare con le galline, ma avere la pancia piena fino a sera tardi
    – fare indigestione di patate in tutte le salse
    – veder arrivare la massaggiatrice uscita da una palestra degli anni ’80
    – aver da ridire sul massaggio ai capelli
    – essere contrariate perché gli idromassaggi sono pensati per persone “di una certa stazza”
    – essere disturbate dal bimbo idiota con genitori ancor più idioti
    – imparare a memoria ognuna la propria copia del nuovo catalogo Ikea
    – aspettare Marcello con la tisana alla mela e cannella
    – parlare di cose serie
    – parlare di cose frivole
    – non parlare di niente
    – averti come amica


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