Quelli che… Catanzaro città

Quelli che suonano il clacson agli incroci, per “avvertire” che stanno passando.
Quelli che vanno in motorino senza casco… e quelli che su una vespa salgono in quattro: mamma, papà e i due bambini.
Quelli che in macchina tengono una finta cintura di sicurezza: la inseriscono e così il segnale acustico (che avverte “il passeggero non si è allacciato la cintura”) tace, e chi siede accanto al guidatore può assecondare il suo desiderio.
Quelli che attraversano senza nemmeno guardare e solo per salutare un amico dall’altra parte del marciapiede… e in effetti le strisce pedonali ci sono, ma i semafori no.
Quelli che al mercatino dell’usato vendono i vestiti di H&M e Zara, perché lì le due catene internazionali non ci sono e sono diventate griffe come Dolce e Gabbana e Valentino.
Quelli che una brioches (buonissima, soffice e grande) e una granita di mandorle paghi solo 2 euro e 90. E il caffè costa ancora 50 centesimi, in pieno centro.
Quelli che anni fa hanno buttato giù alcuni palazzi del centro storico per costruire palazzi di vetro. E ora la cupola del Duomo si specchia sul lato opposto della strada.
Quelli che hanno un centro storico nascosto, piccoli paesini dentro una grande città, ma pochi ne conoscono i segreti.
Quelli che dicono “qui regna l’anarchia”. Fatta non tanto di indifferenza, quanto di rassegnazione.
Quelli che sui giornali mettono i nomi dei morti in un incidente stradale sbagliati.
Quelli che hanno scelto di restare e amano la loro città tanto quanto la detestano.
Quelli che da anni frequentano lo stesso locale, “perché qui quando trovi qualcuno che sa fare il suo mestiere ci torni e te lo tieni stretto. Vale anche per idraulici e dentisti, perché in generale manca la professionalità” – così mi spiegano.
Quelli che come me osservano Catanzaro per pochi giorni, che ritrovano le strade e i ricordi di vacanze estive lontane. Che vedono il caos della città, ma anche un modo di vivere più distaccato, che porta a non chiedersi perché e a suonare il clacson.

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1 Response to “Quelli che… Catanzaro città”


  1. 1 betuli settembre 11, 2008 alle 8:44 pm

    Beh…
    Bello sapere che sei tornata sana e salva, con qualcosa in più negli occhi e nel cuore.
    Bello sapere che sei tornata!


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