Essere o non essere un Isbn

Cercavo “La fine dell’amore” di Ilaria Bernardini. Copertina bianca, il codice a barre al centro, finte macchie di inchiostro, come ditate su una pagina lucida, il bordo delle pagine rosso. E’ un libro di Isbn, la casa editrice del gruppo Il Saggiatore. L’ho cercato da Feltrinelli (Pavia) ma non lo avevano, però si poteva ordinare. Poi sono andata da Loft 10, libreria aperta da poco in piazzetta Cavagneria (Pavia). Sono andata a colpo sicuro perché avevano due piani di uno scaffale interamente dedicati a Isbn. Ho girato tra i libri, ma non c’erano più copertine bianche in fila una accanto all’altra. Così ho  chiesto. E la risposta mi ha colpita. Li hanno resi tutti, in blocco. Da quando hanno aperto – sei mesi credo – ne hanno venduti solo due. Una questione economica. “Ci abbiamo creduto all’inizio – mi spiegano dalla libreria – ma non ha funzionato. La gente non è attratta dalle copertine tutte bianche, preferisce quelle piene di immagini”. A quel punto mi sono ricordata del giorno in cui durante una lezione in un’università avevo conosciuto i “creatori” di Isbn. Quella di fare dei libri diversi dagli altri ma molto simili fra di loro era l’idea del loro progetto. Libri che solo con attenzione potevi distinguere: pagine rosse per la narrativa, gialli i saggi e blu per quei libri che sfuggono alle definizioni. Libri studiati nell’estetica, oggetti di culto, persino “soprammobili” da tenere in casa in bella vista per darsi quel tocco in più. Libri che sono anche oggetti. E invece evidentemente quello che a me incuriosisce e attira non trova l’approvazione del pubblico. Sarà… Poi però a Pavia Isbn ha trovato il suo  posto. La libreria il Delfino sotto i portici di piazza della Vittoria li tiene in uno scaffale, raggruppati. Non c’era “La fine dell’amore”, però erano lì. Salvi.

Annunci

8 Responses to “Essere o non essere un Isbn”


  1. 1 slimego agosto 29, 2008 alle 10:17 am

    a prescindere dal fatto che i libri stiano avendo successo o meno, Pavia, o meglio una libreria pavese, non mi sembra esattamente un campione rappresentativo per fare una statistica sullo stato di salute di ISBN… con la gente che c’è a Pavia mi pare invece più evidente che si dia molta importanza al colore delle “copertine” e molto meno a quello che ci sta scritto dentro. Resta sempre la città di Annabella…

    mi informerò comunque sullo stato di salute di ISBN, casa editrice simpatica e accattivante. Il mondo deve sapere!

  2. 3 Cristiana agosto 29, 2008 alle 2:30 pm

    Mai giudicare un libro dalla copertina, si dice. Un vecchio proverbio ormai dimenticato in nome del marketing editoriale.

  3. 4 ginolatino agosto 31, 2008 alle 8:57 pm

    si però bruschi, coraggio, un minimo di dibattito… sennò che tieni un blog a fare? se devi scrivere e basta prenditi una molekine che è anche più piacevole…

  4. 5 freddi settembre 2, 2008 alle 6:54 am

    ma quale e’ il senso dell’articolo?

  5. 6 bruschidettagli settembre 2, 2008 alle 11:27 am

    Felice di rispondere a tutte le vostre osservazioni, non sia mai lasciare un dibattito senza risposte, se non fosse che per fortuna ci sono anche periodi in cui si può evitare di essere davanti al computer e in cui le priorità non sono aggiornare il blog, anche se ovviamente è una cosa a cui tengo molto.
    Comunque, a parte questo..
    Il senso del post è “stupore”, per il fatto che una libreria decisa di rendere tutti i libri di una casa editrice in cui io credo molto. Che non significa che ad essere in crisi è la casa editrice, anzi. Significa che la città non risponde, non vede, non coglie.
    Per fortuna nella stessa città ci sono anche librerie che credono nella cultura, nelle possibilità di risposta della gente.

  6. 7 slimego settembre 2, 2008 alle 1:34 pm

    perfettamente d’accordo… ma come dicevo prima non è certo una città adatta alla filosofia ISBN, a meno che qualche pavese non decida di arredarsi la casa con “gusto” e quindi compri “6 chili e mezzo di ISBN” in opportune dosi cromatiche. Alla fine forse è meglio così… se quei libri vanno altrove almeno c’è la speranza che qualcuno li legga e non li usi come soprammobili|

    intanto uno dei libri della casa suddetta è diventato un film di Virzì… nulla di eclatante, ma meglio di niente…

  7. 8 freddi settembre 4, 2008 alle 6:22 am

    e’ vero.. pavia non hai mai visto,risposto,colto. che orrore


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Paul Auster, un po' di Pamuk, Erri De Luca

ULTIME LETTURE

Un uso qualunque di te (Sara Rattaro)

Twitter factor (Augusto Valeriani)

La vita è altrove (Milan Kundera)

1Q84 (Haruki Murakami)

Zita (Enrico Deaglio)

L'animale morente (Philip Roth)

Così è la vita (Concita de Gregorio)

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca)

Cattedrale (Raymond Carver)

Lamento di Portonoy (Philip Roth)

Libertà (Jonathan Franzen)

Il dio del massacro (Yasmina Reza)

L'uomo che cade (Don De Lillo)

Il condominio (James G. Ballard)

Sunset limited (Cormac McCarthy)

I racconti della maturità (Anton Cechov)

Basket & Zen (Phil Jackson)

Il professore di desiderio (Philip Roth)

Uomo nel buio (Paul Auster)

Indignazione (Philip Roth)

Inganno (Philip Roth)

Il buio fuori (Cormac McCarthy)

Alveare (Giuseppe Catozzella)

Il Giusto (Helene Uri)

Raccontami una storia speciale (Chitra Banerjee Divakaruni)

Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

La stella di Ratner (Don DeLillo)

3096 giorni (Natascha Kampusch)

Giuliano Ravizza, dentro una vita (Roberto Alessi)

Boy (Takeshi Kitano)

La nuova vita (Orhan Pamuk)

L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)

Il teatro di Sabbath (Philip Roth)

Sulla sedia sbagliata (Sara Rattaro)

Istanbul (Orhan Pamuk)

Fra-Intendimenti (Kaha Mohamed Aden)

Indignatevi! (Stéphane Hessel)

Il malinteso (Irène Némirovsky)

Nomi, cognomi e infami (Giulio Cavalli)

Tangenziali (Gianni Biondillo e Michele Monina)

L’Italia in seconda classe (Paolo Rumiz)

ULTIME VISIONI

Be kind rewind (Michel Gondry, 2007)

Kids return (Takeshi Kitano, 1996)

Home (Ursula Meier, 2009)

Yesterday once more (Johnnie To, 2007)

Stil life (Jia Zhang-Ke, 2006)

Cocaina (Roberto Burchielli e Mauro Parissone, 2007)

Alla luce del sole (Roberto Faenza, 2005)

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

Genova, un luogo per dimenticare (Michael Winterbottom, 2010)

Miral (ulian Schnabel, 2010)

Silvio forever (Roberto Faenza, 2011)

Election (Johnnie To, 2005)

Oasis (Lee Chang-dong, 2002)

Addio mia concubina(Chen Kaige, 1993)

La nostra vita (Daniele Luchetti, 2010)

Departures (Yojiro Takita, 2008)

La pecora nera (Ascanio Celestini, 2010)

Flags of our fathers (Clint Eastwood, 2006)

L'uomo che fissa le capre (Grant Heslov, 2009)

Buongiorno Notte (Marco Bellocchio, 2003)

Vallanzasca - Gli angeli del male (Michele Placido, 2010)

Paz! (Renato De Maria, 2001)

Stato di paura (Roberto Burchielli, 2007)

Gorbaciof (Stefano Incerti, 2010)

L'esplosivo piano di Bazil (Jean-Pierre Jeunet, 2008)

Confessions (Tetsuya Nakashima, 2010)

127 ore (Danny Boyle, 2010)

Qualunquemente (Giulio Manfredonia, 2011)

American life (Sam Mendes, 2009)

Look both ways (Sarah Watt, 2005)
agosto: 2008
L M M G V S D
« Lug   Set »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

In un tweet


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: