Binario 18

“La vita è ciò che facciamo di essa
I viaggi sono i viaggiatori”
(Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine)

Aspetto il treno delle 20.19 da Genova Principe per Pavia. Il cielo è ancora chiaro, sono appoggiata ad un muretto. Poco lontano una ragazza sta chiudendo il bar del binario. Sono presa dall’attesa, in quella forma che ti porta a osservare. Tracce di un caffè bevuto prima di partire sono non lontane da me, un bicchiere di quelli marroncini fuori e bianchi dentro è appoggiato al mio stesso muretto. Sono in anticipo è questo il problema. Così ho tempo di guardare, è questo il bello. Due ragazze con un enorme zaino con ricamata la bandiera del Canada si siedono per terra ad aspettare il mio stesso treno. Ci sono altre due ragazze, trascinano a fatica la valigia su per le scale. Ci sono i libri, dicono. Probabilmente tornano a casa per l’estate. Cè un ragazzo, è di Milano ma è stato al mare, poi due signore straniere. Arriva un ragazzo, capelli rasati corti corti, una canotta da basket viola. Chiede dei soldi. “Vorremmo fare un biglietto in due per riuscire a partire per Torino. La mia ragazza è venuta a trovarmi due mesi, ma ora non riusciamo a comprare il biglietto”. Chiede qualche spicciolo. Il primo treno che possono prendere è quello delle 20.32 (hanno perso quello delle 20.08 che partitva dallo stesso binario, il 18). E’ un regionale costa 8,75 euro. Penso a cosa non rispondono le persone a cui chiede i soldi, a cosa pensano quando dicono “no, mi spiace”. Pensano che c’è qualcosa che non quadra, che non ha una bella faccia, che forse è una scusa. Ma il ragazzo di Milano, mentre mangia una focaccia farcita con formaggio e prosciutto, si toglie dalle spalle la borsa, cerca il portafoglio e gli dà qualche moneta. Poi la raccolta continua, su un alro binario, poi su un altro ancora. Il treno arriva puntuale, forse ha qualche minuto di ritardo, ma non è niente se penso che il treno prima (quello delle 19.19) è rimasto al binario 14 mezz’ora. Salgo sul treno, cerco il mio posto. Fuori è ancora chiaro, tra una galleria e l’altra il cielo è ancora bianco. I viaggi sono i viaggiatori, sono quello che vedono, come lo vedono, a chi lo raccontano.

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2 Responses to “Binario 18”


  1. 1 Anna agosto 6, 2008 alle 8:12 am

    Cara compagna di viaggi,
    Il tuo articolo mi ha molto colpito forse perché da un anno a questa parte sto viaggiando molto spesso in treno, in bilico tra Bergamo, Firenze e Rimini, e mi ritrovo nel tuo modo di osservare la gente che parte, che arriva, che aspetta, che corre…
    Sono convinta che il viaggio sia una parte fondamentale della vita di ognuno di noi, quasi una condizione necessaria, uno stato che ci accompagna sempre. In fondo la vita stessa è un viaggio, un’avventura, una continua ricerca. Siamo tutti in viaggio, sempre in cerca di emozioni, a volte è un viaggio in salita e fatichiamo a vedere la cima, altre volte è un’unica discesa che ci lascia senza fiato, ma in ogni caso siamo sempre in cammino e in continuo cambiamento.
    In questo periodo sto lavorando a Firenze per un progetto molto interessante proprio sul tema del viaggio e di una nuova visione del turismo. Il progetto si chiama LIFE BEYOND TOURISM e si rivolge proprio ai viaggiatori che osservano, assaporano e vivono i luoghi e le persone che incontrano.
    Se ti va di dare un’occhiata, l’indirizzo del sito è http://www.lifebeyondtourism.com e abbiamo anche un blog dove lasciare le proprie esperienze di viaggio: http://www.lifebeyondtourism.wordpress.com.
    Potrebbe essere un’idea quella di scambiare impressioni e conoscenze su un tema che ci accomuna, che ne dici?

  2. 2 bruschidettagli agosto 8, 2008 alle 8:10 am

    Bello proporre agli altri non solo le tappe dei nostri viaggi, ma quello che abbiamo visto davvero. Quello che le guide non sempre raccontano, quello che però colpisce e spesso incanta. SBello il vostro progetto. Sarò felice di condividere con voi luoghi e persone di viaggi vicini e lontani.


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