La giusta distanza

La giusta distanza - 2007Esiste una giusta distanza? Tra i personaggi del film di Carlo Mazzacurati si intrecciano riflessioni sul posto che ciascuno deve avere rispetto agli altri, in un paesino dove tutti si conoscono e arriva una giovane “esterna” ad attirare l’attenzione. Ci sono sentimenti e c’è il giallo del mistero. Filosofia e amore, poi pregiudizi, giudizi, sempre chiedendosi chi ha infranto la giusta distanza.
Il vecchio giornalista suggerisce al giovane cronista di imparare a stare nel punto giusto: non troppo lontano, ma nemmeno troppo vicino perché si corre il rischio di rimanere impantanati nei sentimenti. Non bisogna provare emozioni dunque, o almeno non farle prevalere. Eppure credo non si possa prescindere da quello che si prova, bisogna saperlo trattenere e usarlo nelle parole, perché chi scrive deve trasmettere emozioni, impressioni, colori, suoni, brividi a chi non può assistere direttamente a un fatto. Non ci sono solo dati, non ci sono solo nomi, dietro rimangono le persone. Ed è questo credo uno dei messaggi del film di Carlo Mazzacurati.
Ma non c’è solo la giusta distanza nel lavoro, c’è anche quella nei rapporti con le persone. Impossibile non tener presente la prossemica, le distanza tra le persone nel film segnano sospetti e svolte. Quando il confine dello spazio personale viene superato diventa amore, passione o fastidio, persino morte. La giusta distanza - 2007Non c’è giusta distanza poi proprio in cui giudica, perché davanti a un imputato straniero prevale il pregiudizio rispetto alla verità o almeno all’indagine per ottenerla.
Mi piace l’immagine della giovane esterna che irrompe in paese avvolta in un cappotto rosso. Mara si catapulta per lavoro in un paesino avvolto nella nebbia, vive da sola, beve tazze di tè, scrive seduta a un tavolo che si affaccia sul verde. Si innamora di Hassan, meccanico tunisino scappato dal suo paese da un matrimonio combinato. Lei vive, non pensa o pensa troppo, è pronta a partire anche se ha trovato l’amore. Sorride agli altri, perché sorride a se stessa.

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