Buon Natale. Troppo presto?

Buon Natale a tutti, iniziate pure a festeggiare. Dal 16 novembre al 31 dicembre sconti per preparare il pranzo di Natale, per far felici i bambini con qualche peluche gigante, per impacchettare i regali e decorare l’albero. Sugli scaffali trovate panettoni per tutti i gusti, file e file, montagne di cioccolatini, noci, frutta secca. E poi ancora file e file di carta colorata, fiocchi e nastrini. Pupazzi di neve che si auto-fioccano la neve, enormi babbi Natale renne comprese. I piccoli negozi si sono già attrezzati con le luci nelle vetrine, per strada le decorazioni cittadine sono già state appese, ma ancora non sono accese. Troppo presto dite? Be’, sì. Nei grandi magazzini comunque le decorazioni ci sono già da metà ottobre, un mese fa si iniziavano a vedere i preparativi per il presepe in Comune, e anche i primi sconti riservati ai giocattoli “compri adesso e risparmi. Buon Natale!”. Troppo presto? Be’, sì. Ma lo fanno per noi. Perché se spendi meno puoi permetterti i regali a cui magari avevi già pensato di dare una sforbiciata. E perché spendere aiuta tutti, rimette in moto l’economia, e lo spirito ci guadagna. 

Ecco, non ne sono così convinta. Però qualcuno deve averle pensate queste cose, se quest’anno in piena crisi, si è deciso di far scoppiare lo spirito natalizio con oltre due mesi di anticipo.  Qualcuno avrà deciso che i saldi si possono anticipare, che si può sdoganare la parola “Natale” prima del solito? Mi viene un altro dubbio. Non si arriverà a dicembre a verificare vendite basse proprio perché spalmate su tre mesi? Si può pensare di indurre un senso di festa che non c’è? E quando la gente avrà speso metà stipendio solo perché invogliata dai cartelli e si ritroverà a non poter affrontare una spesa improvvisa?

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I BRUSCHI DETTAGLI

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Epilogo (Marlen Khutsiyev, 1983)

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