Mercoledì, giorno di spostamenti.
Parola del giorno: mada complicada, molto complicato.
Complicato trovare il giusto percorso da seguire per evitare l’autostrada e concederci un viaggio più lento ma con persone e luoghi da vedere. Ci siamo fermate a Fatima. Complicato. Da un lato la fede. Dall’altro il resto del mondo, nel suo muoversi continuo attorno al dio Denaro. Ci sono persone che attraversano la lunga piazza verso il santuario in ginocchio. Ci sono i negozietti, tutti numerati, che sotto i portici vendono santini e rosari, dal legno alla plastica colorata, con il volto della Madonna o quello di Hello Kitty. Ci sono i ceri. Non solo candele, piccole o altissime. Ci sono i ceri a forma di testa, braccio, gamba. Piccoli ceri con il volto e il corpo di bambini, poi organi, cuore, polmoni, un seno. Per aver ricevuto la grazia, per chiederla, o per rispettare un voto, i malati e i malati guariti comprano un cero che ricorda la loro malattina e lo buttano in un grosso forno, dove la cera cola lenta, tutta insieme, senza distinzione di corpi e persone. Complicato.
E poi complicato non perdere la strada. Invece di seguire la direzione “centro” per entrare a Lisbona, abbianmoimboccato – su m io suggerimento – il ponte Vasco De Gama, sedici chilometri sospesi sopra il fiume Tejo. Così, perché le cose facili non ci piacciono.

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