Sono le 15, ora portoghese. Siamo sedute su grossi cuscini arancioni, nel giardino dell’Ostello dei Poeti. Un albero di cachi fa ombra all’amaca, dove ieri sono già riuscita a dormire senza cadere. Io e Betty ci prendiamo un’oretta di pausa, poi ci avventuriamo nel giro delle cantine di Porto, con degustazione gratuita.
Abbiamo la pancia piena, per il pranzo ci siamo lanciate nella francesinha. Proprio quella in cui ieri un ragazzo pucciava le patatine fritte nell’uovo. Non potevamo non provare. Difficile da digerire: pane, formaggio, prosciutto, una bistecca a fare da base, wurstel. Sopra l’uovo fritto, il tutto innaffiato da una salsa salatissima e circondato di patatine fritte. Scrivo prima di rimettermi in moto.
Stamattina siamo andate a nord di Campos dos Martires, cercavamo rua Carmelitas, con la libreria di Lello y Irmao. Tutta in legno, uno scalone centrale con i gradini rossi che si attorciglia su se stesso. Il soffitto decorato con rosoni in legno e quello del tetto con una vetrata. Poltroncine blu, libri antichi e moderni. Bellissimo.
Devo ammettere che la mattina era iniziata con la sveglia sbagliata (l’ho messa alle 8, ma era l’ora italiana), ho scambiato il frutto della passione per delle melanzane, e ancora prima avevo pensato fossero prugne… dimenticando che le prugne sono frutti di un albero e non di una pianta rampicante. Ma la libreria di Lello (un suo erede era in camicia a righe azzurra dietro alla cassa) ci ha fatto iniziare bene la giornata. E poi, la magia dei posti si vede anche dalle coincidenze. Quando da lontano arriva un pensiero proprio tra quelle pareti intarsiate di storia.
Tanti dettagli. Il più incredibile oggi in avenuda dos Aliados. Ci sono i lustrascarpe. E’ il quartiere dei banchieri.
Ps 1: Effettivamente i prezzi in Portogallo sono bassi, come si legge nelle guide. Ieri sera cena con due tipi diversi di bacalhau entrambi con contorno (tra l’altro porzioni enormi, ci siamo dimenticate di chiederne metà) con una bottiglia di vino bianco, abbiamo speso 27 euro in totale, quindi 13,50 a testa. Nel pomeriggio ci siamo sedute a un tavolino della Riberia, due coke 3 euro. Stamattina dos cafè al bar, 1,50. Poi ci sono dolci enormi nelle vetrine delle confeterie a 1 euro, panini a meno di 2 euro.
Ps 2: Premessa alla parola del giorno. Ero indecisa tra: tchao (arrivederci, si pronuncia tao) e bom dia, che oggi abbiamo iniziato a usare.
Ma poi ho fatto un’altra scelta.
Parola del giorno: dos, due. Che si pronuncia duish. Non molto intuitivo.

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