Ho chiuso gli occhi cullata dal treno. Poi li ho riaperti, all’improvviso. Dal finestrino mi sorrideva una nuvola paffuta. E poi distese di campi, un verde acceso. Qualche casa ogni tanto, e le macchie sui vetri del treno a mettere una nebbia finta e leggera su quel paesaggio. Sulle gambe il libro che stavo leggendo prima di addormentarmi, “Americana” di Don DeLillo. Nella testa ancora i suoi aggettivi. Nelle orecchie le note e le immagini di Anime salve. Provi a condividere quello che senti. Quello che vedi. Solo perché è un risveglio che ti fa vedere meglio il sole. Lo scrivi. Aspetti. Non sai cosa pensa chi legge. Non sempre si ha una risposta. Anche se a volte si aspetta, solo per essere sicuri che ci sia lo stesso sorriso dall’altra parte. A volte invece è una condivisione misteriosa. Si condivide, ci si apre, anche se solo nel descrivere una nuvola e un cielo azzurro. E non ci è dato sapere nient’altro.
“mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia”

0 Risposte a “Che bell’inganno sei anima mia”