Archivio per 7 Novembre 2008

Freeze, anche Pavia si congela

freezeIl freeze è una protesta, è creatività, spettacolo metropolitano. Un gruppo di persone si dà appuntamento in un punto preciso della città e a un segnale concordato si blocca, nella posizione in cui si trova. Il mondo si ferma per qualche minuto. Anche Pavia ha avuto il suo freeze day, organizzato dall’Associazione dottorandi pavesi, per simboleggiare fisicamente il blocco della ricerca che deriverà dalla legge 133. C’è chi si è fermato leggendo un libro, chi mentre cercava di allacciarsi una scarpa. Tra chi si soffiava il naso e chi beveva da una bottiglietta d’acqua, camminavano i “non congelati”. Gli universitari pavesi hanno concesso il bis, e alle 13.12 di ieri è suonato per la seconda volta il segnale prestabilito. Strano e particolare vedere statue umane immobili in mezzo alla strada, mentre gruppi di liceali attraversavano piazza della Vittoria, all’uscita da scuola. Tra chi si domandava “Ma cosa sta succedendo?” e chi un po’ dubbioso diceva “Fanno quasi paura”, mi ha colpito l’uscita di un ragazzino che pensando di fare una battuta ha urlato “Ehi, il mondo si è fermato!”. Per lui era solo un modo per far ridere gli amici, ma il senso del freeze è proprio questo: fermare per pochi minuti la realtà che ci circonda. Pavia lo ha fatto con un valore aggiunto: evitare il blocco della ricerca.
“Né pallido, né abbronzato. Ma rosso di vergogna”. Un semplice cartello, appeso al collo di un ricercatore “congelato” in piazza col camice bianco. Non ci sono carinerie che reggono il futuro incerto dell’università.

Il video:

Da vedere anche:

http://laprovinciapavese.repubblica.it/multimedia/home/3604163

Beati i poveri, perché non causeranno la crisi finanziaria

vescovado2Pavia. Vescovado. Convegno sul tema “Felicità e ricchezza”. Al tavolo dei relatori sono seduti Giovanni Bazoli, 76 anni, presidente di banca Intesa, don Virginio Colmegna, presidente della fondazione Casa della carità e il vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Ad ascoltare e poi a intervenire un pubblico composto da molti docenti universitari, giuristi ed economisti, due presidi di facoltà, un rettore di collegio, molti volti noti delle alte sfere cittadine.

Le riflessioni partono dal testo delle beatitudini, si parla di povertà e ricchezza, non solo materiali. Ma diventa difficile non aprire una finestra sull’attualità, soprattutto visti gli ospiti. Alcuni riferimenti alla crisi finanziaria del virgolettato di Giovanni Bazoli sono parte del suo discorso introduttivo, altri scaturiscono dalle domande poste durante il dibattito, sempre sull’attualità e in particolare sulle banche etiche. Bazoli spiega la crisi finanziaria facendo riferimento all’avidità di guadagno dell’uomo, un carattere lontano dal richiamo alla povertà delle beatitudini. Mi chiedo se in un contesto diverso, se qualcuno gli avesse chiesto di spiegare quale, secondo lui, poteva essere il motivo del crollo economico, avrebbe richiamato comunque l’avidità dell’uomo e l’impoverimento dei valori che allontana da un comportamento etico.
bazoliDice Bazoli: «Che significato attribuire alla promessa di felicità riservata ai poveri? Quello delle beatitudini è un testo programmatico, il programma indicato è quello che ciascuno applica alla propria realtà. Chi è povero, debole e fragile è normalmente più vicino a Dio. Questo vale nei rapporti individuali, e nel pubblico? Che senso ha predicare la povertà in una società fondata sull’economia? Lo sconvolgimento economico mondiale è una crisi precipitata per eventi finanziari che trovano spiegazioni tecniche, ma la ragione ultima è l’eccessiva avidità di tutti gli operatori, quando i guadagni e il profitto sono considerati il valore primario da acquisire in tempi sempre più rapidi. Almeno per quanto riguarda le banche, la ragione vera della crisi americana è che si è abbandonato il core business tradizionale delle banche. Perché? Per inseguire il ritmo forsennato della crescita del profitto, per inseguire questo obiettivo le banche sono uscite dall’ambito tradizionale e si sono occupate di finanza, attraverso meccanismi sempre più incontrollabili. La débâcle scaturisce dall’avidità di denaro. C’è un’esigenza etica delle professioni, basata sulla moderazione dei guadagni». 
Sta avanzando il mondo delle banche etiche? «Sì, avanza questo mondo. Noi abbiamo dato vita a “Banca Prossima”*, io ne sono orgoglioso ma ansioso di vedere come va a finire. Quando si tratta di rinunciare a una parte degli utili…»

* “Banca Prossima” è un progetto di Banca Intesa-San Paolo di banca dedicata al settore no-profit laico e religioso. Ha prodotti e servizi specifici, con soluzioni flessibili.  Per esempio il finanziamento “Subito 5xmille” per richiedere l’anticipo dei proventi del 5 per mille. (Dal sito di Banca Prossima)


I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Gang Bang (Chuck Palahniuk)

L'amore degli insorti (Stefano Tassinari)

Autobiografia di una repubblica (Guido Crainz)

… ULTIME LETTURE

Cosmopolis (Don De Lillo)

Moon Palace (Paul Auster)

… ULTIME VISIONI

Che ora è laggiù? (Tsai Ming-Liang, 2001)

Inside Gola Profonda (Brian Grazer, 2005)

Epilogo (Marlen Khutsiyev, 1983)

Il nastro bianco (Michael Haneke, 2009)

Der 7 Kontinent (Michael Haneke, 1989)

Benny's Video (Michael Haneke, 1992)

A serious man (Joel e Ethan Coen, 2009)

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