Primo mare, primo bagno. Bello arrivare in spiaggia alle nove del mattino, stendere l’asciugamano, poi mettere un sottile strato di crema per non diventare rosso peperone. Giornale, musica nelle orecchie e l’odore del mare che riempie l’aria. Bello sentire l’acqua gelida sui piedi, poi immergersi e guardare verso l’alto, la strada, la gente e poi verso l’orizzonte, lo scoglio davanti alla spiaggetta Barracuda di Quinto, le barche a vela del corso per ragazzi, una barca azzurra a remi con un fiore bianco a prua, di chi prende il largo per pescare. Bello potersi prendere una pausa, un lunedì mattina mentre gli altri vanno a lavorare, mentre il tuo mondo quotidiano va avanti, e invece tu per un giorno prendi la strada opposta. Scegli una spiaggia, scegli il mare, concedi qualche ora alla tua voglia di tempo.
Non è una foto scattata stamattina, non è il punto esatto in cui ho steso l’asciugamano. Oggi il cielo era assolutamente blu, il mare piatto, scuro, quasi verdastro. In alcuni momenti al profumo del mare si sostituiva quello della focaccia, di qualche mamma premurosa che consegnava la merenda ai bambini. E’ il profumo di casa, l’odore di Genova. Vissuta in un giorno di tregua, come un turista in visita alla città del mare, come un ricordo a cui si toglie il bianco e nero, un ricordo che si riprende i colori.

