Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
“è mia”; sottindente la vita.
(“Pezzi di vetro” di F. De Gregori)
PAVIA La linea della vita, una piega sottile, solo nostra. Eppure la condividiamo, a volte la mettiamo da parte, o ci dimentichiamo di dire “è mia”. Quando sento questa canzone (stamattina su Lifegate) penso sempre alle mani nell’amore. E che quei vent’anni non hanno poi così importanza sulla linea che gira, perché gira anche dopo, oltre, senza tempo. Basta sapere che bisogna lasciarla andare e sapersi fermare a sfiorarla. Come una giostra coi cavalli, gira ma riesci a vederne i colori e i dettagli. Gira, ma puoi sempre saltare e aggrapparti.
