GENOVA Visita del Papa. Oggi alle 11 ha parlato ai giovani in piazza Matteotti. «Carissimi giovani, la pioggia mi perseguita». Ha attirato così i primi applausi dei fedeli stretti davanti a Palazzo Ducale. Dal mattino presto intanto, blindati i vicoli del centro storico con uomini della Finanza ad ogni uscita laterale di via San Lorenzo dove sarebbe passato Papa Benedetto XVI. Sigillate le cassette postali. Chiusi i rubinetti della fontana di piazza De Ferrari. Pochi i negozi “vestiti” di bianco e giallo, pochi quelli che hanno esposto le bandiere, pochi quelli rimasti aperti. Tra la gente però non mancava chi vendeva bandierine, portachiavi e calamite da attaccare al frigorifero. A proporre alla gente questi gadgets (bandiere e portachiavi a 1 euro) anche persone di diverso credo religioso. A 5 euro la presina da forno in ricordo della visita del Papa. Esposto fuori da un gioielliere anche un ciondolo pensato apposta per l’evento. Qualche perplessità l’ha suscitata uno spot pubblicitario televisivo in cui si chiedeva – mostrando il fac-simile di un bollettino postale – di contribuire al viaggio ligure del Papa con un versamento. Per alcuni è stato immediato il collegamento ai giorni del G8 con il cuore di Genova sigillato, la polizia in borghese e non, e la difficoltà a muoversi tra le transenne e le strade chiuse. Sono i dettagli del dietro le quinte della visita del Papa. Ma per i fedeli è stata una giornata di preghiera, affrontata nonostante la pioggia. Colpisce sempre però vedere il lato economico di questi eventi. Vedere che accanto a chi chiede silenzio per ascoltare il messaggio di Papa Benedetto XVI c’è chi pensa anche al guadagno.
Genova, oltre la visita del Papa
Pubblicato Maggio 18, 2008 Perché Leave a CommentTags: benedetto, genova, giovani, papa, visita


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