LONDON Mind the gap, attenti al vuoto… quando il vuoto non è solo lo spazio nero tra la metro e il marciapiede, ma quello che ci manca per capire e ci tiene sospesi. Quello che ci fa notare le differenze tra come siamo qui e come sono lì.
Si vedono persone dai tratti orientali, che noi per nostra stupidità non sappiamo distinguere, non sappiamo dire se cinesi, giapponesi o coreani, si vedono indiani e africani. Per noi sono “stranieri” e su di loro cade il nostro occhio. Il NOI è la nostra Italia che chiede sicurezza, che ha paura del diverso. Il diverso è il modo di vivere le persone, di immergersi tra gli altri, che si respira a Londra. L’occhio non cade sugli stranieri, non solo perché sono integrati - anche storicamente – ma perché molto più semplicemente l’occhio non cade su nessuno in particolare. Non ci si deve stupire quindi se seduti per terra a Covent Garden capita di vedere nel giro di pochi minuti un gruppo di vichinghi, dieci ragazzi vestiti da super eroi che incrocia altrettanti ragazzi con parrucche verdi, rosa e fucsia. I turisti ridono. I londinesi ci sono abituati.


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