MILANO Cinema Centrale in via Torino. La neve invade lo schermo. Copre tutto il paesaggio nell’estrema forma del selvaggio, della forza della natura di sovrastare. “Into the wild” è un film lungo, che concede i tempi del viaggio. Alcune parole potevano essere non dette, ma nell’incontro uomo-natura c’è spazio per il sorriso quasi arrogante di Supertramp convinto di poter lasciare una famiglia che lo ha reso infelice nella finzione della felicità, per vivere solo e senza niente di materiale nella natura, fino al sogno dell’Alaska. Eppure quel sorriso si spegne. Come la convinzione di poter camminare senza soffermarsi sulle persone, perché in fondo quelle che incontra durante il suo viaggio sono semplicemente buone. Solo alla fine, quando sa di dover morire, quando ammette la sconfitta, il sorriso si smorza. Happiness is real only when shared. Sono le ultime parole che scrive. Prima di capire aveva sorriso spavaldo di quella definizione di felicità che comprende una famiglia, bambini che corrono in giardino e una villetta da guardare ammirati. Di questa definizione rimane la forza della condivisione, al di là degli stereotipi, delle definizioni, della divisione dei ruoli.
Archivio per 6 Maggio 2008
Volevo girare il mondo
Pubblicato Maggio 6, 2008 Storie Lascia un commentoTags: genova, mondo, viaggi
GENOVA. Quattro anni, era con la mamma a fare la spesa. Pochi secondi giusto per pagare il conto del macellario e il piccolo ometto non c’è più. Escono fuori dai negozi i commercianti, la mamma chiede aiuto, inizia a risalire la strada, a chiamare. Niente. Ma lui aveva semplicemente attraversato la strada, diretto verso il porto, verso il parco giochi. Lo ha preso per mano una signora che lo ha accompagnato dalla polizia. “Perché sei andato via?”, gli ha chiesto la mamma appena lo ha ritrovato. “Volevo solo girare il mondo”. Il sogno di un bimbo di quattro anni.
“Guarda fuori dalla finestra e prova a descrivere cosa vedi”. E’ il compito del professore di lettere al liceo, è l’invito dei filosofi, è la semplice curiosità. Voglio scrivere quello che vedo, che siano particolari luminosi o dettagli bruschi e oscuri.
