Archivio per 6 Maggio 2008

Into The Wild

Regia Sean Penn (2007)MILANO Cinema Centrale in via Torino. La neve invade lo schermo. Copre tutto il paesaggio nell’estrema forma del selvaggio, della forza della natura di sovrastare. “Into the wild” è un film lungo, che concede i tempi del viaggio. Alcune parole potevano essere non dette, ma nell’incontro uomo-natura c’è spazio per il sorriso quasi arrogante di Supertramp convinto di poter lasciare una famiglia che lo ha reso infelice nella finzione della felicità, per vivere solo e senza niente di materiale nella natura, fino al sogno dell’Alaska. Eppure quel sorriso si spegne. Come la convinzione di poter camminare senza soffermarsi sulle persone, perché in fondo quelle che incontra durante il suo viaggio sono semplicemente buone. Solo alla fine, quando sa di dover morire, quando ammette la sconfitta, il sorriso si smorza. Happiness is real only when shared. Sono le ultime parole che scrive. Prima di capire aveva sorriso spavaldo di quella definizione di felicità che comprende una famiglia, bambini che corrono in giardino e una villetta da guardare ammirati. Di questa definizione rimane la forza della condivisione, al di là degli stereotipi, delle definizioni, della divisione dei ruoli.

Volevo girare il mondo

GENOVA. Quattro anni, era con la mamma a fare la spesa. Pochi secondi giusto per pagare il conto del macellario e il piccolo ometto non c’è più. Escono fuori dai negozi i commercianti, la mamma chiede aiuto, inizia a risalire la strada, a chiamare. Niente. Ma lui aveva semplicemente attraversato la strada, diretto verso il porto, verso il parco giochi. Lo ha preso per mano una signora che lo ha accompagnato dalla polizia.  “Perché sei andato via?”, gli ha chiesto la mamma appena lo ha ritrovato. “Volevo solo girare il mondo”. Il sogno di un bimbo di quattro anni.

Incipit

“Guarda fuori dalla finestra e prova a descrivere cosa vedi”. E’ il compito del professore di lettere al liceo, è l’invito dei filosofi, è la semplice curiosità. Voglio scrivere quello che vedo, che siano particolari luminosi o dettagli bruschi e oscuri.


I BRUSCHI DETTAGLI

Raccontare, vedere poi ascoltare e scrivere. Leggere, chiedere, curiosare. E una pagina bianca per dirlo a qualcuno. Non il Tutto, solo qualche dettaglio

SUL COMODINO

Gang Bang (Chuck Palahniuk)

L'amore degli insorti (Stefano Tassinari)

Autobiografia di una repubblica (Guido Crainz)

… ULTIME LETTURE

Cosmopolis (Don De Lillo)

Moon Palace (Paul Auster)

… ULTIME VISIONI

Che ora è laggiù? (Tsai Ming-Liang, 2001)

Inside Gola Profonda (Brian Grazer, 2005)

Epilogo (Marlen Khutsiyev, 1983)

Il nastro bianco (Michael Haneke, 2009)

Der 7 Kontinent (Michael Haneke, 1989)

Benny's Video (Michael Haneke, 1992)

A serious man (Joel e Ethan Coen, 2009)

Pagine

 

Maggio: 2008
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